Stefano Bollani Trio Falando De Amor

1. Falando De Amor 
2. So Tinha De Ser Com
3. Angela
4. Luiza
5. Refrato Em Branco E Preto
6. Agua De Beber 
7. Tema Do Amor Por Gabriela
8. Cancao Do Amor Demais
9. Aguas De Marco
10. Pois E 
11. Samba De Uma Nota So

Stefano Bollani – pianoforte
Ares Tavolazzi – contrabbasso
Walter Paoli – batteria

 

E’ il Bollani dai dreadlocks impertinenti, quello che agli inizi del 2000 ha fatto saltare giù dalla sedia mezzo mondo. Stefano Bollani si muove con agio tra ritmi, tempi e melodie brasiliane e manifesta apertamente il suo amore per il grande Antonio Carlos Jobim. Prova ne è Falando De Amor, lavoro pubblicato dalla giapponese Venus Records nel 2003 per il mercato asiatico e solo oggi distribuito – in jewel box – dall’attenta ed elegante italica Egea.

 

Il pianista milanese trae spunto dal choro-cançao che marchiò l’album Miucha & Tom Jobim, anno 1979: lo choro strumentale che incontra la canzone brasiliana (il periodo di “transizione” che attraversò la musica popolare brasiliana agli inizi degli anni Venti). Un percorso, quindi, non scontato. Non sono ripercorse, almeno in buona parte, le già – fin troppo – battute vie musicali di Antonio Carlo Jobim, quelle oramai standardizzate e, soprattutto sclerotizzate in ogni dove, eccezion fatta per Agua de BeberRetrato Em Branco E Preto e Aguas De Março. Il compositore di Rio de Janeiro è qui passato nel setaccio del jazz da cantare, illustrato da un trio solido e innervato di swing, mai svenevole e sdolcinato, certo, ma in debito di originalità.

L‘estro pianistico di Bollani emerge a tratti (particolarmente nella title – track, in Luiza e Tema do Amor Por Gabriela), per lasciare spazio e campo ad un lessico più distaccato, a tratti pigro, seppur sempre luminoso. Luminosità irradiata anche grazie all’apporto imprescindibile di Ares Tavolazzi, sempre attento alle sfumature e dal passo sicuro, e dalle dinamiche disegnate magistralmente da Walter Paoli che ha il dono di dialogare con attenta e naturale abilità in ogni movimento armonico.

Un disco apprezzabile, in chiaroscuro.