From this place – Pat Meteny

“From This Place è uno degli album che ho aspettato di realizzare per tutta la vita. È una sorta di culmine musicale, che racchiude una vasta gamma di espressioni che da sempre mi interessano, presentato in un modo diverso in grado di comunicare tanto, e questo solo grazie alla collaborazione di musicisti che hanno trascorso centinaia di notti insieme con me sul palco”. Così dice del suo ultimo album Metheny.

E’ uscito il 21 febbraio a oltre cinque anni di distanza da “Kin”. Il disco contiene dieci composizioni del 65enne musicista statunitense, che per l’occasione è accompagnato dal batterista Antonio Sanchez, dalla bassista malese/australiana Linda May Han Oh e dal pianista inglese Gwilym Simcock, oltre alla Hollywood Studio Symphony condotta da Joel McNeely. Inoltre hanno collaborato anche Meshell Ndegeocello (voce), Gregoire Maret (armonica) e Luis Conte (percussioni). Il primo album con materiale nuovo di Metheny dal 2014.

Pat confessa che l’album è nato grazie a Miles Davis secondo il quale la musica deve mutare dal vivo prima di essere innestata nei brani un studio: “Miles aveva proprio questa filosofia, secondo lui tutto deve maturare dal vivo poiché un certo modo di maturare porta nuove gemme sui brani nuovi. A casa ho scritto 16 brani nuovi per presentarli in studio ai musicisti. Non mi aspettavo che iniziato a registrare non uscisse quello che mi immaginavo: mancava un lato orchestrale. Bisogna lasciare tanto spazio all’improvvisazione. Era come trovarsi in un film Marvel: tutti lavorano con uno schermo verde e devono immaginare quello che avviene. Sono uscito dallo studio con tracce incomplete ma sapevo di volerle orchestrare. Ho iniziato io a scrivere gli arrangiamenti. Mancava però l’opportunità di coinvolgere delle voci…mi hanno detto che potevo fare di meglio. E sapevo che dovevo farlo a Los Angeles perché il suono che immaginavo arriva da film. Solitamente è difficile registrare a Loa Angeles ma Joel McNeely ha trovato un modo per lavorarci”.

Per lui non è difficile oggi essere americano: “Sono un americano per antonomasia. Arrivo dal centro America. Mai ho cercato di evitare la mia americanità. La mia identità la ho sempre manifestata anche se in modo diverso. Il mio lavoro riflette e rimanda indietro la cultura attuale.

Tracklist:

America Undefined
Wide and Far
You Are
Same River
Pathmaker
The Past in Us
Everything Explained
From This Place
Sixty-Six
Love May Take Awhilenbsp;